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Il Trappito Stracca è una masseria didattica aperta alle scuole ed al turismo rurale, con l’illustrazione dei cicli di lavorazione antichi e moderni dell’olio, del vino e del grano.

La struttura è un bell’esempio di edilizia rurale nelle campagne di Alezio, composto di un fabbricato del 1600 che sormonta uno splendido frantoio ipogeo del XIV secolo; si fanno tredici gradini per entrare nella storia: il trappito restituisce le emozioni e le fatiche del nakiro e del suo equipaggio, protagonisti dell’arcaica industria dell’olio lampante che, sui bastimenti commerciali caricati nel porto di Gallipoli (la Città bella è a 6 km), viaggiava per i mari di tutta Europa.

La scuola di cucina insegna a realizzare -col grano molito sul posto e con la cottura del forno a legna- il pane di grano, pucce, frise, orecchiette e minchiareddri, la pasta fatta in casa con trafile di bronzo; e poi ancòra la cotognata, la mostarda, le marmellate; l’olio, il vino; permette di assaporare il frutto delle colture locali trattate secondo ricette recuperate della civiltà contadina.

Il posto –conosciuto per la toponomastica locale come Mulino vecchio- si propone anche per eventi culturali, meeting, rassegne e presentazioni di opere, con la bellissima aia zoccata nella roccia che è un palcoscenico naturale anche per pièce artistiche e balli popolari.

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Il luogo offre la conoscenza di un pezzo di storia risorgimentale, giacchè sul fondo “Stracca” nel 1848 venne arrestato dai gendarmi borbonici Epaminonda Valentino, importante carbonaro mazziniano che morì nelle carceri di Lecce durante il maxi-processo politico che vide in ceppi davanti alla “Gran Corte Criminale di Terra d’Otranto” l’intellighenzia salentina, rea di “cospirazione avente per oggetto di cambiare la forma del Governo”.
La figura di quest’uomo si lega con la storia della cognata Antonietta De Pace che –orfana di padre- crebbe in casa Valentino a pane e rivoluzione e, dopo aver subìto anch’essa un processo politico di rilievo internazionale a Napoli, entrò nella Città liberata insieme a Garibaldi.

Il fondo librario è mirato sulla didattica, sui temi ambientali, sulla civiltà rurale, sulla storia locale; anche la libreria è tematizzata su questi argomenti; la piccola biblioteca popolare è aperta al pubblico anche col prestito e si va arricchendo delle donazioni di quanti contribuiscono al progetto di divulgazione culturale.